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| Un tempo gli operai
non erano servi. Lavoravano. Coltivavano un onore, assoluto, come si addice a un onore. La gamba di una sedia doveva essere ben
fatta. Era naturale, era inteso. Era un primato. Non
occorreva che fosse ben fatta per il salario, o in modo proporzionale al salario. Non doveva essere ben fatta per il padrone, né
per gli intenditori, né per i clienti del padrone. Doveva essere ben fatta di
per sé, in sé, nella sua stessa natura. Una tradizione venuta, risalita da
profondo della razza, una storia, un assoluto, un onore esigevano che quella gamba di sedia fosse ben fatta. E ogni
parte della sedia fosse ben fatta. E ogni parte
della sedia che non si vedeva era lavorata con la medesima perfezione delle
parti che si vedevano. Secondo lo stesso principio delle cattedrali. E sono solo io — io ormai così imbastardito — a farla
adesso tanto lunga. Per loro, in loro non c’era neppure l’ombra di una
riflessione. Il lavoro stava là. Si lavorava bene. Non si trattava di essere
visti o di non essere visti.
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C. Peguy, L’argent, 1914
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