DESIDERIO |
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“Tutti vogliono le stesse cose, tutti sono eguali. Una vogliuzza per il giorno e una per la notte: salva restando la salute. ‘Noi abbiamo inventato la felicità’ - dicono e strizzano l’occhio. Io ho conosciuto persone nobili che hanno perduto la loro speranza più elevata. E da allora calunniano tutte le speranze elevate. Da allora vivono sfrontatamente di brevi piaceri e non riescono più a porsi neppure mete effimere. Perciò hanno spezzato le ali al loro spirito: che ora striscia per terra e contamina ciò che rode” (F.Nietzsche) |
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"Ma io non sono niente.Il che è poco. Dicono che ho il cuore duro, ma non è possibile che sia duro, perchè al posto del cuore io non ho niente, nient'altro che un grande buco vuoto in cui si agitano le ombre delle mie passioni.
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| Professore, c’è un «calo del desiderio»?
«Distinguerei tra grandi e piccoli desideri. Questi ultimi sono quelli di chi desidera che le giornate siano piene di ricchezza, di luce e di fortuna; ad essere in crisi, oggi, mi sembra il grande desiderio. Esso è vivo solo quando è attraversato da un’indomita aspirazione all’infinito, che sopravvive anche quando i piccoli desideri della vita quotidiana vengono infranti, si cancellano, non si realizzano. La grande crisi di oggi è il venir meno del desiderio di Dio, così che il futuro è soltanto quello delle piccole, diuturne aspirazioni, le quali finiscono purtroppo per rappresentare il solo orizzonte di vita al quale oggi siamo portati un po’ tutti. Ecco, il tema del Censis andava forse disarticolato in questi due aspetti». (Intervista a E.Borgna, psichiatra) |
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Se la verità è amore che si manifesta, la bellezza è amore che si realizza. Quando Dante entra in Paradiso, sente e vede cose che provocano questa reazione: “La novità del suono e ‘l grande lume / di lor cagion m’accesero un disio / mai non sentito di cotanto acume”. Sperimenta un desiderio mai provato prima di allora, causato da cosa? La novità della bellezza percepita. Senza bellezza spariscono il bene e la verità. Il bene perde desiderabilità e la verità non ha più forza persuasiva. Già lo diceva Leopardi: “Ma con l’esperienza, (il giovane) trovandosi sempre in mezzo ad eccessive piccolezze, malvagità, sciocchezze, bruttezze ecc. A poco a poco si abitua a stimare quei piccoli pregi che prima disprezzava, a contentarsi del poco, a rinunziare alla speranza dell’ottimo o del buono, e a lasciar l’abitudine di misurar gli uomini e le cose con se stesso”. La sfida è trovare la bellezza nascosta nel quotidiano, trasformando in versi la prosa dell’ordinario». (D’Avenia, insegnante e scrittore) |
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