DESIDERIO
aree dedicate
ro
 

      “Tutti vogliono le stesse cose, tutti sono eguali. Una vogliuzza per il giorno e una per la notte: salva restando la salute. ‘Noi abbiamo inventato la felicità’ - dicono e strizzano l’occhio. Io ho conosciuto persone nobili che hanno perduto la loro speranza più elevata. E da allora calunniano tutte le speranze elevate. Da allora vivono sfrontatamente di brevi piaceri e non riescono più a porsi neppure mete effimere. Perciò hanno spezzato le ali al loro spirito: che ora striscia per terra e contamina ciò che rode”

      (F.Nietzsche)

       

      dc

      - Desiderare l'impossibile - di Cecilia Cardani
      - Desiderio e crisi sociale - di Matelda Bencini
      - Desiderare, costruire - di Simone Colombo
      - Il desiderio nella società - di Chiara Gaiani
      - Desiderium

       

      "Ma io non sono niente.Il che è poco. Dicono che ho il cuore duro, ma non è possibile che sia duro, perchè al posto del cuore io non ho niente, nient'altro che un grande buco vuoto in cui si agitano le ombre delle mie passioni.
      [...]Eppure sono certo, e anche tu lo sei, che mi basterebbe l'impossibile. L'impossibile! L'ho cercato ai confini del mondo e di me stesso. Ho teso le mani. Tendo le mani e non incontro che te, sempre te, come uno sputo sul mio viso.[...] Te che sei per me come una ferita che vorrei strapparmi di dosso con le unghie perchè il sangue infetto possa sgorgare con la vita a fiumi."   

      [Caligola, A. Camus]

       

      ro
       
      Professore, c’è un «calo del desiderio»?

      «Distinguerei tra grandi e piccoli desideri. Questi ultimi sono quelli di chi desidera che le giornate siano piene di ricchezza, di luce e di fortuna; ad essere in crisi, oggi, mi sembra il grande desiderio. Esso è vivo solo quando è attraversato da un’indomita aspirazione all’infinito, che sopravvive anche quando i piccoli desideri della vita quotidiana vengono infranti, si cancellano, non si realizzano. La grande crisi di oggi è il venir meno del desiderio di Dio, così che il futuro è soltanto quello delle piccole, diuturne aspirazioni, le quali finiscono purtroppo per rappresentare il solo orizzonte di vita al quale oggi siamo portati un po’ tutti. Ecco, il tema del Censis andava forse disarticolato in questi due aspetti».
      Secondo lei c’è oggi il rischio di confondere una crisi antropologica con una patologia?
      «Se distinguiamo i piccoli, effimeri, precari, temporanei e insignificanti desideri dai grandi desideri, i desideri che danno un senso alla vita vivono solo in chi sia persona, consapevole del fatto che il significato dell’esistenza si realizza solo se noi entriamo in comunione - e non appena in comunicazione - con gli altri, in un dialogo virtualmente senza fine. Con gli altri e ultimamente con Dio, che è il fondamento di ogni desiderio reale».
      Chi attenta all’integrità del nostro desiderio?
      «Il nichilismo è quel veleno che si esprime, anche quotidianamente, nel contesto della ricerca di beni, di occasioni, di orizzonti che non hanno però l’afflato l’espansione la grandezza e la nobiltà dei grandi desideri. Se questi vanno in crisi, è ovvio che anche i piccoli desideri si manifestino nella loro inconsistenza. Da questo contraccolpo può scaturire la depressione».

      (Intervista a E.Borgna, psichiatra)

       

      ro

       
      ro
       

      Se la verità è amore che si manifesta, la bellezza è amore che si realizza. Quando Dante entra in Paradiso, sente e vede cose che provocano questa reazione: “La novità del suono e ‘l grande lume / di lor cagion m’accesero un disio / mai non sentito di cotanto acume”. Sperimenta un desiderio mai provato prima di allora, causato da cosa? La novità della bellezza percepita. Senza bellezza spariscono il bene e la verità. Il bene perde desiderabilità e la verità non ha più forza persuasiva. Già lo diceva Leopardi: “Ma con l’esperienza, (il giovane) trovandosi sempre in mezzo ad eccessive piccolezze, malvagità, sciocchezze, bruttezze ecc. A poco a poco si abitua a stimare quei piccoli pregi che prima disprezzava, a contentarsi del poco, a rinunziare alla speranza dell’ottimo o del buono, e a lasciar l’abitudine di misurar gli uomini e le cose con se stesso”. La sfida è trovare la bellezza nascosta nel quotidiano, trasformando in versi la prosa dell’ordinario».

      (D’Avenia, insegnante e scrittore)

       

       

       

       

       

      ro